Elena Balatti. smc.
Gli incendi di eccezionale vastita’ e un periodo di siccita’ e temperature elevate che quest’estate hanno superato ogni record in Europa hanno suonato l’allarme sullo stato di salute della ‘casa comune’, come Papa Francesco aveva definito la Terra nella sua storica enciclica Laudato Si. I fenomeni del riscaldamento globale e del cambiamento climatico lasciano sempre meno spazio alle teorie dei negazionisti e richiedono invece lo studio di interventi per salvare il pianeta e mantenerlo abitabile per la nostra generazione e le successive.
In Africa l’innalzamento delle temperature, soprattutto in aree che avevano gia’ un clima caldo, rende la vita umana, animale e vegetale piu’ difficile. Di fronte a stagioni agricole che non sono piu’ regolari e a piogge il cui andamento si e’ fatto imprevedibile, l’Associazione delle Suore del Sud Sudan (SSSA) ha preso una posizione chiara di ascolto del “grido della Terra” (LS 2) e di impegno nel contrastare la crisi ecologica. Con l’aiuto della piu’ vasta Associazione delle Suore dell’Africa Orientale e Centrale (ACWECA), dal 13 al 17 luglio scorsi, la SSSA ha organizzato nei pressi di Juba, la capitale, un seminario su tematiche legate a giustizia, pace e salvaguardia del creato. Si e’ trattato dell’ultima iniziativa di un percorso iniziato gia’ da qualche anno su ispirazione della Laudato Si.
Uno dei frutti di questa nuova sensibilita’ locale alla crisi dell’ecosistema e ai suoi effetti e’ stata una ricerca condotta nella regione dell’Alto Nilo dall’ufficio Caritas della diocesi di Malakal e dal Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Universita’ Cattolica del Sud Sudan. Come co-autrice insieme al docente universitario Emmanuel Otto della pubblicazione che ne e’ seguita, ho avuto l’opportunita’ di presentarne i punti salienti a suore che venivano da regioni diverse del Paese. Dalle loro reazioni e commenti e’ stato purtroppo subito chiaro che cambiamenti climatici, soprattutto l’estrema irregolarita’ delle piogge dalle quali dipendono le coltivazioni, la deforestazione e l’avanzamento del deserto sono problemi che interessano molte aree del Sud Sudan.
Il problema dell’eccessivo abbattimento di alberi per produrre carbone e per la costruzione di abitazioni, oltre che per l’esportazione legale e illegale di legname pregiato e’ una delle aree tematiche dove le religiose intensificheranno il loro impegno. Vari studi scientifici relazionano la scomparsa degli alberi al rarefarsi delle precipitazioni e le suore che hanno partecipato al seminario intendono disseminare maggiore informazione sugli effetti che l’intervento umano ha sull’ambiente e lanceranno campagne di riforestazione invitando gli alunni nelle loro scuole e i gruppi che seguono nelle parrocchie a piantare alberi. In Sud Sudan il carbone e’ il combustibile piu’ utilizzato per cucinare, ma se un albero viene tagliato a tale scopo, e’ possibile piantarne un altro.
La conclusione della settimana e’ stata un momento dimostrativo in cui alcuni alberi sono stati piantati a Rajaf, presso l’orfanatrofio gestito dalle Suore della Carita’ e presso la parrocchia. Il coinvolgimento delle religiose con la vasta rete di persone che raggiungono attraverso il loro ministero puo’ fare una differenza in positivo nei contesti dove operano.

