A cura della Redazione
Settanta giovani tra i 14 e i 24 anni, tre palazzine, e un gruppo di volontari che ogni mercoledì varcano le porte del carcere minorile di Casal del Marmo Trionfale Roma. Una realtà complessa dove la presenza costante di chi dona il proprio tempo diventa un segno tangibile di speranza. A raccontarcelo è Suor Tarcisia Ciavarella , missionaria comboniana che da settembre 2024 si è inserita in questo servizio di volontariato.
Un servizio concreto al carcere minorile
“Non posso portare niente con me, solo il mio cuore e la mia passione per i ragazzi”, condivide Suor Tarcisia, che prima di questo servizio aveva lavorato nelle carceri di Rebibbia, Roma. “È fondamentale staccare dalla realtà quotidiana e immergersi completamente in questo mondo”.
Il servizio al carcere minorile, si sviluppa attraverso visite settimanali alle tre palazzine: una dedicata alle ragazze, una ai minori tra i 14 e i 18 anni, e una ai giovani adulti fino ai 25 anni. “I ragazzi ci aspettano”, racconta la missionaria. “Per loro, questo spazio di ascolto è fondamentale, diverso dalle altre attività strutturate che devono svolgere durante la settimana”.
Una delle esperienze più toccanti che Suor Tarcisia condivide è quella di Francesco, un giovane di Pescara. Durante un momento di particolare difficoltà, in isolamento, le ha detto: “Suora, sapevo che saresti venuta, ti stavo aspettando”. Un incontro che rivela quanto sia importante la continuità della presenza e dell’ascolto.
Il valore della presenza e dell’ascolto
La domenica, spiega Suor Tarcisia, è dedicata alla celebrazione della Messa, un momento che va oltre il semplice rito. “Non ci sono regole rigide. L’obiettivo è creare uno spazio dove possano sentire che Dio ha un progetto di vita per loro, al di là degli errori commessi”.
Il periodo natalizio ha mostrato in modo particolare il valore di questa presenza: “Durante la vigilia di Natale, giocando a tombola con le ragazze, abbiamo creato un’atmosfera familiare che ha fatto dimenticare per qualche ora le sbarre e le pareti fredde”, ricorda la Sorella.
Per i volontari, come Suor Tarcisia, questo servizio richiede un impegno significativo: ogni visita dura dalle 15:30 alle 19:30, ma l’impatto sulla vita dei giovani detenuti è tangibile. “Quando arrivi ti abbracciano, ti cercano, da una cella all’altra ti chiamano. Si crea quella relazione umana che fa sentire in loro un’energia nuova per affrontare la vita”.
Intervista raccolta da Inma Cuesta, smc

