Da Elena Ballati in Sud Sudan
Formare una famiglia in Sud Sudan
In Sud Sudan e’ comune sentire i genitori affermare che non capiscono piu’ i loro figli e che fanno fatica a relazionarsi con loro, soprattutto quando si tratta di formare una nuova famiglia. Nelle tradizioni locali i genitori hanno un ruolo determinante nella scelta dello sposo e della sposa, ma le cose stanno cambiando rapidamente e i giovani sono sempre meno disposti ad accettare decisioni di altri a riguardo del loro partner, specialmente chi vive in citta’ e ha un’istruzione.
Un dialogo dificile
Una recente visita a una famiglia di Malakal e’ stata un chiaro esempio in questo senso. Con un catechista e un gruppo di fedeli siamo andati a una casa dove avevano chiesto una preghiera di ringraziamento per la guarigione di un bambino che si era fratturato due volte. La giovane mamma del bambino, Lucy [nome fittizio], voleva parlare all’inizio della preghiera ma il padre, e nonno del bambino, glielo ha impedito e ha iniziato lui a parlare.
In realta’ si e’ trattato di uno sfogo in cui diceva di non essere affatto contento della figlia e di non capirne le decisioni. Nonostante cio’, continuava ad accettare la presenza della figlia in casa sua e a prendersi la responsabilita’ dei suoi due bambini sebbene non ci fosse un marito. Dopo di lui la moglie gli ha fatto eco, confermando la disapprovazione dei genitori del comportamento della figlia, particolarmente in riferimento ai bambini e alla mancanza di un padre.
In quanto alla giovane mamma, quando e’ venuto il suo turno di poter parlare, non ha dato spiegazioni ma si e’ concentrata piuttosto sul ringraziamento alla comunita’ cristiana che era venuta per unirsi alla sua gioia per la guarigione del bambino. La preghiera e’ quindi continuata, ma una certa tensione e’ rimasta.
La pesantezza della tradizione
La spiegazione e’ venuta successivamente dal catechista che mi ha detto privatamente che il padre di Lucy non aveva accettato un suo pretendente ‘perche’ non aveva niente’. Vale a dire, nella cultura locale, non era in grado di pagare i capi di bestiame che fanno parte del prezzo della sposa, la dote tradizionale che lo sposo deve versare alla famiglia di lei, spesso di valore molto elevato. Dunque Lucy aveva fatto delle scelte che l’avevano portata ad avere due bambini, ma non aveva avuto il consenso per un matrimonio e rimaneva nella casa paterna.
In un blog non e’ possibile analizzare la complessita’ delle questioni che riguardano le scelte dei giovani sud sudanesi a riguardo della formazione di una famiglia propria. L’esempio di Lucy non e’ isolato, ma rappresenta la punta dell’iceberg di tensioni sempre piu’ visibili fra le norme tradizionali per il matrimonio, incluso il pagamento della dote, e la tendenza di ragazzi e ragazze a volere maggiore autonomia. Quando la tradizione e le nuove tendenze non si incontrano, allora non si riesce a formare una famiglia, nemmeno se si e’ cristiani. In Sud Sudan, come anche in Italia, la pastorale familiare, a partire dal cammino verso il matrimonio, rimane un’area complessa e difficile.

