Da Elena Balatti
La congregazione delle Suore Missionarie Comboniane e’ fra i sostenitori del movimento cattolico mondiale per la pace 20 che, come dice il nome originale in latino (‘La pace di Cristo’), ha come suo scopo quello di promuovere la concordia fra i popoli secondo i principi evangelici. Non c’e’ bisogno di commentare quanto la pace sia necessaria al nostro mondo, tanto da sembrare un bene prezioso ed elusivo.
L’impegno delle congregazioni religiose per la pace
Molte congregazioni religiose sono vicine a Pax Christi attraverso un piccolo o grande sostegno economico annuale e attraverso la partecipazione dei propri membri alle attivita’ del movimento.
La co-Presidente e’ una suora dell’Istituto della Beata Vergine Maria, meglio noto come ‘Suore di Loreto’. Nel mio caso, sto concludendo il secondo mandato triennale come membro del Consiglio Direttivo di Pax Christi.
Incontrarsi per dialogare e camminare
Si e’ trattato di partecipare a incontri mensili che sono stati tenuti quasi sempre da remoto. In realta’, l’idea originaria era di avere almeno un incontro in presenza ogni anno, ma le difficolta’ economiche del movimento sono andate aumentando e i costi dei biglietti aerei di membri dai vari continenti hanno reso impossibile gli spostamenti tranne una prima volta, sei anni fa, nella sede centrale di Pax Christi in Belgio.
Il digitale ha comunque offerto la possibilita’ di incontrarsi e interagire ugualmente in un gruppo estremamente internazionale. E’ stata un’esperienza arricchente sentire come in ogni angolo del mondo ci sono passione ed entusiasmo per la pace.
Negli anni fino al 2022 uno dei membri del Consiglio Direttivo era di nazionalita’ russa, ma non ha piu’ potuto continuare con la sua relazione a Pax Christi per timori di rappresaglie nel suo Paese, particolarmente dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina.
80 anni di impegno per la pace
Quest’anno Pax Christi raggiunge l’80mo anniversario dalla sua fondazione, nel marzo 1945, ispirata da una laica francese, M. Dortel-Claudot, e dal vescovo mons. P.M. Théas.
Il primo compito del movimento era stato quello di pregare per la riconciliazione tra il popolo francese e quello tedesco dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Da quel momento l’espansione di Pax Christi e’ stata esponenziale e ora le sezioni del movimento sono presenti in tutti i continenti attraverso quasi cento piccoli e grandi gruppi. Pax Christi ha anche una rappresentanza consultiva presso le Nazioni Unite.
Nei sei anni in cui sono stata membro del Consiglio Direttivo ho potuto vedere direttamente come non ci sia stata una questione importante in relazione alla pace e alla riconciliazione in cui Pax Christi non si sia impegnata, dal conflitto in Palestina, alle guerre in Ucraina e Sudan, agli scontri nelle zone ricche di minerali in Congo e America Latina, solo per citare alcuni esempi.
L’attivismo per la pace, la denuncia di situazioni di ingiustizia, le campagne di preghiera, di informazione e sensibilizzazione richiedono fondi che Pax Christi fa fatica a trovare. Una contraddizione da denunciare nel nostro mondo e’ che mentre somme incalcolabili vengono usate per la guerra, e’ difficile trovare i mezzi minimi per promuovere la pace.

