Da Elena Balatti. Malakal (Sud Sudan)
Il 13 dicembre scorso come Provincia Sud Sudan abbiamo chiuso la comunita’ di Nzara, nella regione dell’Equatoria Ovest, e passato alla diocesi di Tombora/Yambio le opere in cui eravamo impegnate.
Alcune cerimonie, come l’inaugurazione della scuola secondaria recentemente terminata, e un saluto nella parrocchia hanno concluso la presenza delle suore missionarie comboniane dopo 51 anni.
Un passaggio che viene da lontano
Il passaggio era stato preparato da parecchio tempo e presentato nelle assemblee provinciali, ma in qualche modo non si e’ mai pronte a lasciare.
Generazioni di comboniane avevano aperto la scuola materna, la scuola primaria e quindi la secondaria, oltre al centro Rainbow (Arcobaleno) per circa 800 persone di varie eta’ positive all’HIV/AIDS.
Nei 51 anni di presenza ci sono state luci e anche qualche ombra, ma e’ stato incoraggiante ricevere riconoscimenti scritti, come quello di Joseph Apai: “I missionari cattolici, particolarmente la Famiglia Comboniana, hanno offerto un immenso contributo nella regione dell’Equatoria Ovest. Attraverso la loro opera la nostra gente e’ passata da una situazione di pura sopravvivenza ad essere una societa’ fiorente radicata nella fede e nel progresso. Le scuole, ospedali e chiese che i missionari/e hanno fondato sono segni perenni della loro dedizione.”
Una comunità matura che continua il lavoro
Il vescovo di Tombora/Yambio, Mons. Edwardo Hiboro, ha risposto per iscritto alla richiesta di Joseph Apai che le Comboniane non lasciassero Nzara affermando che “il criterio che generalmente i missionari utilizzano, particolarmente i missionari/e Comboniani, e’ in linea con l’ispirazione originaria del loro fondatore, s. Daniele Comboni: ‘Salvare i Sudanesi con i Sudanesi.’ Dopo un lungo periodo di servizio, quando il frutto del loro lavoro e’ maturato e la comunita’ locale e’ in grado di camminare sulle proprie gambe, i missionari solitamente si spostano verso aree di maggiore bisogno. Nel caso di Nzara, abbiamo una comunita’ cattolica matura e credente.”
Penso che questo scambio epistolare reso pubblico ci aiuta come Provincia a valutare il passaggio della comunita’ con serenita’.
Sebbene il lavoro di consolidamento e di assistenza pastorale alla Chiesa locale non finisce mai, quando l’ordinario del posto valuta parrocchie della propria diocesi come in grado di continuare la propria evangelizzazione anche in assenza dei missionari cio’ dona serenita’ nel distacco, pur sempre doloroso.
Anche s. Paolo nella sua intensa opera di annuncio non si e’ mai fermato a lungo nelle comunita’ da lui fondate, ma ha continuato a camminare confidando nelle persone e nello Spirito di Dio.
Sr. Margaret Wanja Wamaru, Superiora Provinciale, e le due ultime sorelle a Nzara, Sonia Roshdy e Ana Rosa Herrera, hanno salutato i fedeli, i maestri/e e i collaboratori al centro Rainbow ringraziandoli per averci accolte come missionarie.
Continueremo a pregare per Nzara e la sua gente perche’ il loro cammino di fede proceda sicuro in avanti, con la capacita’ di prendersi cura dei piu’ giovani per la loro educazione e dei piu’ deboli, perche’ la positivita’ all’HIV/AIDS non si traduca nella loro emarginazione.

