di Inma Cuesta, SMC
La storia della missione in Mozambico è una storia di resilienza e speranza, narrata attraverso le voci di chi l’ha vissuta in prima persona. Tra queste, emerge con particolare intensità la testimonianza di suor Maria De Coppi, missionaria comboniana che ha dedicato la sua vita al popolo mozambicano fino al suo martirio nel 2022.
Chipene come punto di riferimento
La missione di Chipene, situata nella provincia di Nampula, rappresenta un microcosmo delle sfide e delle opportunità che caratterizzano l’opera missionaria in Mozambico. In questa regione, dove coesistono diverse comunità etniche – Makua, Muani e Makonde – i missionari hanno lavorato per costruire ponti di dialogo e comprensione reciproca.
Il contesto sociale e politico del paese ha profondamente influenzato la vita della missione. Il Mozambico ha attraversato periodi di grande turbolenza: dalla lotta per l’indipendenza nel 1975 alla guerra civile, fino ai recenti conflitti nella regione di Cabo Delgado, dove la scoperta di importanti risorse naturali ha paradossalmente acuito le tensioni sociali invece di portare sviluppo alla popolazione locale.
Nonostante queste difficoltà, la missione ha mantenuto la sua presenza vitale. Come ricorda Rachele Brambilla, che ha vissuto l’esperienza missionaria nel 2019: “La missione era un luogo di serenità e accoglienza, dove i bambini trovavano aiuto e sostegno”. Questo spirito di servizio si manifestava nella quotidianità, attraverso l’educazione, l’assistenza sanitaria e la promozione umana.
L’impegno per la donna
Un aspetto fondamentale dell’opera missionaria è stato l’impegno per l’emancipazione femminile. Le suore hanno lavorato instancabilmente per dare voce e dignità alle donne, attraverso programmi di formazione e l’uso della Bibbia come strumento di crescita personale e comunitaria.
La missione ha anche svolto un ruolo cruciale nel sostenere le comunità cristiane locali. Come evidenziato durante l’incontro, queste comunità, spesso situate in zone rurali remote, hanno dimostrato una straordinaria vitalità e capacità di testimonianza, fino al martirio di alcuni fedeli che hanno difeso la loro fede di fronte alle minacce dei gruppi armati.
Il lavoro missionario continua oggi in un contesto di grandi cambiamenti. I giovani, che rappresentano la maggioranza della popolazione mozambicana, cercano nuove strade per costruire il futuro del loro paese. La missione li accompagna in questo cammino, offrendo spazi di formazione, dialogo e speranza.
Come ricordava suor Maria De Coppi: “Ho sentito vibrare la mia vita nella loro vita”. Questa frase racchiude l’essenza della missione in Mozambico: non un’opera assistenziale, ma una vera condivisione di vita, dove le gioie e le sofferenze del popolo diventano le gioie e le sofferenze dei missionari.
La sfida per il futuro della missione in Mozambico resta quella di continuare a essere presenza di speranza e catalizzatore di cambiamento positivo, in un contesto che richiede sempre più la capacità di leggere i segni dei tempi e rispondere alle nuove sfide con creatività e coraggio.

