Fonte: Informazioni fornite da suor Gabriella Ferracini, missionaria comboniana coinvolta nel progetto.
Nella vivace realtà multietnica tra via Padova e Viale Monza, un’iniziativa educativa sta gettando semi di dialogo interreligioso tra i più piccoli. La scuola elementare Cisalpino ha avviato un progetto innovativo sui luoghi di culto milanesi, coinvolgendo attivamente la parrocchia di San Basilio il Grande e le suore missionarie comboniane.
Un progetto innovativo sui luoghi di culto
“Abbiamo subito aderito all’iniziativa, cogliendo nella richiesta l’opportunità di apertura e conoscenza reciproca”, racconta suor Gabriella Ferracini, che ha partecipato direttamente all’organizzazione dei laboratori. L’obiettivo è ambizioso ma essenziale nel contesto contemporaneo: far conoscere ai bambini i diversi luoghi di culto presenti in città – la chiesa cattolica, la moschea e il tempio buddista.
La Chiesa di San Basilio il Grande, inaugurata il 26 settembre 1969, è stata la prima tappa di questo viaggio educativo. L’edificio, progettato dall’architetto e artista Fra Costantino Ruggeri dell’Ordine Frati Minori in Pavia, si distingue per la sua caratteristica forma a tenda e per le splendide opere d’arte al suo interno: l’altare, le grandi vetrate, il battistero e la grande croce sono veri e propri capolavori che raccontano la fede attraverso il linguaggio dell’arte.
Quattro laboratori tematici
In collaborazione con il parroco locale, le suore hanno strutturato l’esperienza in quattro laboratori tematici, ciascuno incentrato su un aspetto specifico dell’architettura e della liturgia cattolica. “Abbiamo cercato di rendere l’esperienza interattiva e coinvolgente, adattandola all’età dei bambini”, spiega suor Gabriella.
Il primo laboratorio esplora le diverse tipologie di chiese – basiliche, duomi, cattedrali e pievi – attraverso un semplice cruciverba che stimola l’apprendimento ludico. Il secondo si concentra sugli elementi interni dell’edificio sacro: altare, tabernacolo, ambone e battistero vengono scoperti grazie a un gioco di memory che aiuta i bambini a fissare i concetti.
Particolarmente apprezzato è stato il terzo laboratorio, dedicato alla gestualità e ai movimenti all’interno della chiesa. “Siamo creati per entrare in relazione e comunicare, e possiamo parlare anche senza parole”, sottolinea suor Gabriella. Attraverso il gioco del mimo, i bambini hanno esplorato il significato profondo della postura del corpo nella preghiera.
L’ultimo laboratorio coinvolge tutti i cinque sensi nell’esperienza religiosa: i colori liturgici, il suono dell’organo, il profumo dell’incenso e degli oli sacri diventano veicoli di comprensione e approfondimento.
Educare alla mondialità
Finora sono stati coinvolti 258 alunni su circa 500, e i risultati sono incoraggianti. “Gli studenti si sono mostrati interessati e motivati a proseguire il percorso formativo verso altri luoghi di culto”, conferma suor Gabriella. Il progetto rappresenta infatti solo il primo passo di un itinerario più ampio che proseguirà con la visita alla moschea e al tempio buddista.
L’iniziativa si inserisce perfettamente nel contesto del quartiere, caratterizzato da una forte presenza multietnica, e risponde all’esigenza di educare le nuove generazioni alla mondialità, al rispetto reciproco e alla convivenza pacifica tra diverse culture e religioni.
In un’epoca in cui le differenze religiose sono spesso fonte di incomprensioni e conflitti, esperienze educative come questa dimostrano come la conoscenza reciproca possa trasformarsi in uno strumento prezioso di dialogo e arricchimento culturale. Come sottolineano le suore missionarie comboniane, “la diversità non è una minaccia ma una ricchezza da scoprire insieme”.
Il progetto proseguirà nelle prossime settimane con l’esplorazione degli altri luoghi di culto, offrendo ai bambini una visione ampia e rispettosa della pluralità religiosa che caratterizza il tessuto sociale milanese.

