Elena Balatti. Smc. Sud Sudan
Una persona mi ha mandato il link alla recente canzone di Fiorella Mannoia “Eroi” dicendo che la dedicava a noi missionarie. Il testo e’ ispirato alla storia di Don Chisciotte, un classico della letteratura spagnola, ma molto conosciuto anche in Italia.
Don Chisciotte oggi
Mi sono domandata cosa potesse significare quella dedica. Il personaggio Don Chisciotte e’ famoso per battaglie contro nemici immaginari, come i mulini a vento, che lui scambiava per giganti armati e contro i quali si scaglio’ per difendere la popolazione. L’intento era nobile ma la situazione era frutto della sua immaginazione.
La cantante non parla in realta’ di ‘eroi’, ma di ‘eroi a modo loro’ come, appunto, Don Chisciotte; di persone comuni, non straordinarie, che in mezzo alle sfide della vita di tutti i giorni continuano a sognare, a credere, a fare del proprio meglio e nonostante sappiano che “il mondo forse e’ troppo difficile, gli corro[no] incontro”.
Sperando sempre la pace
In questa prospettiva penso che la dedica abbia un senso bello e sia un’ispirazione a continuare a sperare e ad impegnarsi in battaglie che sembrano perdute e in cause che appaiono delle utopie.
All’inizio del 2026, in Sud Sudan come in molte altre parti del mondo la causa della pace sembra rientrare in quelle categorie: qualcosa di irrealizzabile.
Per utilizzare un esempio locale, mentre nelle altre zone della diocesi di Malakal la gente si preparava al Natale, la parrocchia di Waat, nella zona del Jonglei, e’ stata saccheggiata durante un conflitto armato che si e’ esteso a macchia d’olio tanto che oggi i ribelli dell’SPLA/IO controllano un terzo del territorio della regione e intendono continuare con la loro avanzata.
Alla fine di quest’anno sono previste le elezioni politiche, gia’ rimandate varie volte, e il controllo del territorio e’ purtroppo parte della strategia di coloro che si sentono in qualche modo esclusi dal processo.
Waat era una parrocchia aperta recentemente proprio per portare un messaggio alternativo in un’area particolarmente complessa, e ora e’ difficile sapere quando la situazione tornera’ ad essere stabile.
Una pace disarmata e disarmante
Come missionarie, in linea con il ‘Piano di Azione per la Pace’ del Consiglio Ecumenico delle Chiese del Sud Sudan, continuiamo a credere che la pace e’ al cuore del Vangelo e che e’ l’opzione migliore per la vita di tutti.
A seconda degli ambiti dove operiamo, penso che facciamo del nostro meglio per promuovere la riconciliazione in un contesto che e’ ancora ferito da una lunga serie di conflitti.
Non vogliamo arrenderci di fronte a realta’ che ci mostrano il mondo come troppo difficile e continuiamo per vocazione ad andargli incontro.
Parlare e agire per una pace disarmata e disarmante, usando le parole che sono diventate un motto di Papa Leone, sembra a volte una battaglia persa in principio, come quella contro i mulini a vento di Don Chisciotte, ma fa parte del sogno, non della fantasia, che condividiamo con molti Sud Sudanesi, che con la loro capacita’ di ricominciare sempre fanno parte degli eroi ‘a modo loro’ di cui parla la canzone di Fiorella Mannoia.

