Elena Balatti. smc
In questi giorni e per tutto il mese di novembre ricordiamo i nostri cari defunti, coloro che abbiamo conosciuto e amato e che ci hanno preceduto nella vita oltre la morte. Nella tradizione cristiana preghiamo per loro, sapendo che nella fede il nostro legame continua, e a volte preghiamo anche per coloro “che nessuno ricorda”.
Nella tarda mattinata dello scorso 19 ottobre un attacco con droni ha colpito il frequentatissimo mercato di Amiet, nella regione di Abyei, territorio conteso tra Sudan e Sud Sudan. Il bilancio è di almeno 153 morti, oltre a numerosi feriti. Nel mercato si trovava anche un deposito di carburante che, colpito, ha preso fuoco, causando molte vittime e la distruzione di numerosi negozi.
In passato, per il mio servizio, avevo avuto a che fare varie volte con persone che lavorano al mercato di Amiet, di importanza strategica per gli scambi commerciali e per la vita quotidiana della gente della regione. Sentire che in pochi minuti 153 persone hanno perso la vita là è stato davvero scioccante. Questo episodio si inserisce nel lungo periodo di violenza legato alla guerra in corso dal 2023 in Sudan, in cui sono soprattutto i civili a pagare il prezzo più alto.
I mezzi di comunicazione ci portano in tempo reale le notizie di cosa succede sui vari fronti di guerra aperti nel nostro mondo, vere e proprie ferite della nostra umanità. Le 153 vittime di Amiet, al di fuori del contesto sudanese e sud sudanese, non hanno fatto molta notizia. Ognuna di loro era però una persona con una propria storia, i propri progetti, una rete di relazioni e i propri sogni. Un drone, quest’arma moderna che ormai può arrivare dovunque, un oggetto volante che colpisce dal cielo inaspettatamente, ha posto bruscamente fine a tutto ciò. Di fronte a tanto dolore si rimane senza parole.
Tornando al pensiero iniziale, desidero scrivere queste poche righe a ricordo dei morti di Amiet, perché non siano fra coloro “che nessuno ricorda”. Fare memoria di loro e delle loro vite spezzate, ora affidate alla misericordia di Dio, cristiani e musulmani insieme, è un piccolo gesto di solidarietà per non relegarli nel dimenticatoio della storia e per riconoscerli nella loro umanità. La speranza è che questa sia l’ultima tragedia di questa guerra e che il dialogo e la pace possano prevalere, perché nulla di simile si ripeta.
Fonti: Radio Tamazuj, “Death toll from drone strikes on Abyei market rises to 153”; Associated Press, 20 ottobre 2026.

