Come Suore Comboniane della Provincia Sud Sudan abbiamo recententemente tenuto a Juba la nostra assemblea annuale, dal 23 al 26 agosto. Un momento per valutare il cammino fatto, essere aperte a nuove idee e pianificare per il tempo che ci sta davanti.
Il cammino del sinodo
Una delle giornate e’ stata in gran parte dedicata a riflettere sul Sinodo sulla Sinodalita’ in corso e che si concludera’ con la seconda fase il mese di ottobre prossimo. Si e’ trattato per noi di vedere quali aspetti sono piu’ importanti per la nostra vita come donne consacrate per la missione.
Come gia’ evidenziato nel documento pubblicato congiuntamente dai superiori delle congregazioni religione maschili e femminili (UISG e USG) lo scorso maggio, lo stile sinodale non e’ realmente una novita’ nella vita religiosa in quanto molti dei suoi aspetti, particolarmente la corresponsabilita’ e il discernimento comunitario sono parte di una lunga tradizione.
A riguardo di quest’ultimo elemento, nella nostra vita spesso affaccendata di Missionarie Comboniane a volte pensiamo che ci manchi il tempo per fermarci a considerare con calma vari aspetti di attivita’ in cui siamo impegnate, o dinamiche comunitarie, o richieste che riceviamo. Il ritmo quotidiano ci porta avanti e ci richiede continuamente di prendere decisioni. Lo facciamo con buona volonta’ e in buona fede, ma siamo sicure di aver consultato lo Spirito per averne luce e guida?
Sperimentare la “Conversazione nello Spirito”
Durante l’assemblea abbiamo voluto sperimentare il metodo della ‘conversazione nello Spirito’ che e’ stato uno dei principi guida della prima sessione del Sinodo sulla Sinodalita’. Abbiamo preso il tempo per guardare alle prospettive che abbiamo davanti come Provincia dialogando fra noi in gruppi favorendo un ascolto illuminato dalla Parola di Dio e nella consapevolezza di fede che lo Spirito di Dio aveva uno spazio e un ruolo di guida in questo esercizio.
Seguire le istruzioni per la conversazione nello Spirito presenti sulla pagina ufficiale del Sinodo ci ha fatto sentire piu’ partecipi di questo momento che e’ probabilmente il piu’ importante evento ecclesiale di questi anni. Ascoltando quindi i vari gruppi relazionare sulla loro esperienza si e’ percepita un’atmosfera serena e scevra da eccessive tensioni. C’e’ stato spazio e rispetto per le varie intuizioni, per le convergenze e per le voci isolate.
Commentando poi con qualcuna, abbiamo osservato come l’uso della conversazione nello Spirito potrebbe essere utile per la vita delle nostre comunita’, particolarmente in momenti in cui orientamenti e decisioni devono essere presi. Un calmo ascolto di noi stesse e delle altre in un’atmosfera di preghiera aiuterebbe senz’altro a vedere meglio e a creare comunione anche nel caso di opinioni discordanti.
Ho scritto soprattutto pensando alla vita nelle comunita’ religiose, ma la conversazione nello Spirito e’ stata offerta dal Sinodo a tutta la Chiesa. Gruppi parrocchiali, consigli pastorali a vari livelli ne beneficerebbero grandemente. Un breve momento di preghiera all’inizio di un incontro a volte non e’ sufficiente per sintonizzarci su quello che lo Spirito vuole dire alla Chiesa.

