Inma Cuesta, smc.
Le novizie comboniane vivono la loro prima vacanza del programma Noviziato internazionale insieme alle nostre consorelle anziane in Erba-Buccinigo dal 19-30 agosto, un’esperienza che si è rivelata molto più di un semplice periodo di riposo: un vero e proprio pellegrinaggio alle radici del carisma missionario comboniano.
L’accoglienza del cuore missionario
“Quando siamo arrivate, la suora superiora della comunità suor Giovanna Valbusa e le altre sorelle ci hanno accolto con molta gioia”, racconta suor Gisele. “Vedendo così questa gioia immensa in loro mi è venuto alla mente che era la stessa gioia che hanno trasmesso alla gente quando erano in missione che ci stanno trasmettendo”.
Questa gioia contagiosa ha immediatamente fatto comprendere alle giovani novizie di trovarsi di fronte a testimoni viventi del carisma comboniano. La comunità di Erba, che accoglie le suore anziane e ammalate provenienti dalle missioni di tutto il mondo, si dedica all’accompagnamento integrale attraverso la preghiera, l’accoglienza, l’ascolto e la testimonianza.
Storie che plasmano vocazioni
I giorni trascorsi insieme sono stati arricchiti dai racconti diretti delle missionarie. Suor Mirys ha condiviso la sua esperienza in Ciad, dove ha lavorato con i giovani nel campo dell’educazione, essendo responsabile delle ragazze del collegio comunitario. “Lei si diede corpo e anima per l’educazione dei giovani in particolare quella delle ragazze”, riferisce suor Gisele. “Aveva speranza e ha avuto la fortuna di vedere i frutti del suo lavoro perché alcune ragazze stavano facendo grandi progressi negli studi”.
Ancora più toccante è stata la testimonianza di suor Carmen sul suo lavoro in Sudan. Ha raccontato di una donna giunta alla clinica gestita dalle suore per partorire, che dopo il parto ha avuto un’emorragia inarrestabile. “Una sorella che si chiamava Bianca Benatelli era anche infermiera ha visto quella situazione che stava peggiorando, allora ha chiesto il permesso della famiglia della donna per mettere l’immaginetta di San Daniele Comboni accanto a lei per pregare”, racconta suor Carmen. “Il Signore ha fatto un miracolo grande, che dopo la preghiera l’emorragia della donna si è fermata”.
Il mistero della vita donata
La visita al cimitero dove riposano le consorelle defunte ha rappresentato un momento di profonda riflessione. “Guardando questa realtà della vita ho capito chiaramente che la vita è come una pianta piantata sulla terra, questa pianta cresce dà il frutto e dopo muore”, condivide una delle novizie attraverso suor Gisele. “Ho sentito nel mio cuore di più questa chiamata a dare la mia vita al Signore per essere al servizio degli altri fino alla fine della mia vita”.
Napoliana Vagmaker Faria, novizia comboniana, descrive così la sua esperienza: “Ho visto una comunità in cui respiriamo il Carisma Comboniano. Tante vite donate alla missione. Tante donne del Vangelo. Lì ho potuto vedere il sogno di Comboni”. La sua riflessione continua: “Quanto coraggio ci vuole per vincere le difficoltà e, in mezzo a tutto, avere nel profondo il senso di Dio. Sperimentare la forza che Lui ha donato nella missione per andare sempre avanti”.
Una missione che non finisce mai
“Dopo tanta offerta e tanto lavoro, si trovano fragili con l’età avanzata e la malattia”, osserva Napoliana. “Ma ciò che hanno in comune è la certezza che Dio è sempre vicino e che tutto è fatto secondo il Suo desiderio”. La giovane ha compreso che anche la fragilità e la malattia sono forme di missione: “L’amore che le sorelle offrono per aiutarsi a vicenda, l’attenzione e la disponibilità che ognuna mette a disposizione mi hanno riempito di gioia”.
Suor Françoise sintetizza il significato dell’esperienza: “Camminando con voi, noi novizie impariamo che la missione continua nel silenzio, nella preghiera e nell’offerta quotidiana. Voi siete testimoni vive del carisma di Comboni. Nei vostri occhi vediamo la fedeltà, nei vostri gesti la forza dell’amore, nelle vostre parole la memoria della missione”.
Un tesoro per il futuro
Tutte le suore anziane hanno espresso una gratitudine profonda per il dono della vocazione missionaria. Come riferisce suor Carmen: “Tutte hanno espresso la gratitudine a Dio per il dono della Vocazione Missionaria e ripetevano ancora: ‘se dovesse nascere ancora, sceglierei la vita missionaria'”.
“Sono tornata a casa con il cuore pieno d’amore e di gratitudine verso il Signore per tutto quello che Lui mi ha regalato”, conclude Napoliana. “Siete le nostre radici, e noi desideriamo essere il frutto che continua il vostro cammino”.
Fonti: Testimonianze fornite dalle novizie: Gisele, Carmen, Napoliana e Françoise.

