Elena Balatti. Smc.
Nella maggior parte delle cappelle che dipendono dalle parrocchie nella diocesi di Malakal l’Eucaristia viene celebrata solo occasionalmente e anche meno di una volta all’anno perche’ non ci sono abbastanza sacerdoti per raggiungere regolarmente le comunita’ cristiane. Cio’ nonostante, i fedeli pregano insieme la domenica e la liturgia e’ guidata da agenti pastorali, particolarmente i catechisti.
Durante il mio lungo periodo di servizio a Malakal, recentemente conclusosi, quasi ogni settimana mi sono recata a pregare in una cappella per guidare la celebrazione in assenza di sacerdote. Nella chiesa dedicata a santa Bakhita, in una delle zone della citta’ di Malakal che stanno ancora facendo fatica a riprendersi dagli effetti della guerra 2013-18, il numero dei fedeli e’ limitato, ma pregano con grande costanza ogni domenica, anche durante la stagione delle piogge quando le strade di accesso sono fangose e molto poco praticabili. Comunque la gente aveva notato un problema legato al fatto che il catechista non era abilitato a portare la comunione. Una delle donne membro della Legione di Maria un giorno che mi ero recata la’ mi ha detto: “Suora, noi vogliamo la comunione! Se non possiamo riceverla smetteremo di venire alla chiesa di S. Bakhita e andremo da un’altra parte.”
L’appello mi ha colpita e ho osservato la persona che lo faceva a nome del piccolo gruppo di donne che ogni domenica arrivano alla chiesa per prime. Senza sedersi un minuto anche se hanno camminato per qualche kilometro, iniziano immediatamente la pulizia del vasto edificio e quindi sistemano i semplici accessori che vengono utilizzati per la preghiera: una tovaglia bianca, le candele e qualche fiore di plastica. In generale non sanno leggere e sono alcuni giovani o il catechista che preparano il lezionario e leggono la Parola di Dio, ma vari membri della Legione di Maria hanno imparato a memoria il canto del Gloria o del Santo e le loro voci fanno una positiva differenza durante la liturgia. Dunque quel giorno, guardando alla loro rappresentante che con tono deciso dava una sorta di ultimatum, dopo aver riflettuto un momento, ho promesso loro che una volta al mese la domenica sarei andata alla loro cappella portando la comunione.
Ho cercato di essere fedele a questo impegno perche’ mi sono sentita incoraggiata e catechizzata dalla fede di quella donna. Penso che come missionarie, quando la gente ci chiede un servizio che e’ direttamente legato alla crescita della loro vita di fede, ci sentiamo confermate nella nostra vocazione. Il mondo ha bisogno del Pane della Vita ma non sempre se ne rende conto. Quando questo bisogno viene dichiarato in maniera esplicita e’ come una luce che illumina la realta’ e ne rivela aspetti nuovi. La vita quotidiana del gruppo della Legione di Maria alla chiesa di santa Bakhita e’ molto difficile, fatto di sacrifici e di stenti in un contesto instabile, ma loro vogliono la comunione. Hanno capito che si tratta del Pane del cammino che aiuta e da’ forza nella fatica giornaliera.

