di Emanuela Berto
Verona, la Casa Madre delle Suore Missionarie Comboniane
Poco più di un mese fa ero stata nella Casa Madre per incontrare due carissime amiche al rientro dalla missione: mi aveva colpito l’accoglienza, ma soprattutto l’immensa ricchezza delle vite condivisa con semplicità e passione, talvolta anche con gli occhi un po’ velati dalla commozione delle sorelle più anziane.
Insieme per essere Chiesa
Tornare a Casa Madre con il gruppo di giovani è stato una occasione per sentirsi “insieme per essere Chiesa,” insieme per essere segno condividendo e collaborando. Sr. Esperance ha condiviso con i giovani la propria vocazione, aspetti del carisma comboniano, la bellezza dell’essere accanto alla gente per condividere la quotidianità in un’opera che, come diceva Comboni, deve essere ed è cattolica. E’ stato significativo concludere la mattinata con la preghiera nella cappella, alla presenza delle prime sorelle della congregazione femminile, da dove tante donne nel corso di questi 150 anni sono partite o passate per continuare il sogno di Comboni, e pregare insieme sentendoci ripetere “Coraggio e avanti!”.
Convivenza con le Suore
Senza dubbio uno dei momenti più commuoventi e che anche i ragazzi custodiranno a lungo è stata la presentazione con la comunità di Casa Madre e le sorelle lì ospitate, tra cui la nuova madre generale Sr. Anne Marie e due consigliere, sr. Maria Angeles e sr. Alicia. Nel refettorio abbiamo avuto la possibilità di fare il giro del mondo incontrando sorelle provenienti da differenti Paesi dell’Africa, dell’America, dell’Europa e ascoltando, seppur brevemente racconti di 30, 40, 50 e più anni spesi nei più diversi angoli del mondo. Nella semplicità di un saluto, ciascuna delle sorelle ha poi lasciato un incoraggiamento ai giovani e questo è stato un dono grande che poi i ragazzi hanno condiviso mentre passeggiavamo per Verona. Un altro regalo inatteso è stata la presenza, accanto alle sorelle più anziane, delle giovani in preparazione ai voti perpetui provenienti da diversi Paesi: il dono, la promessa che continua!
Al termine di questa esperienza, nel cuore di ciascuno abitano un senso di profonda gratitudine e la certezza che il Signore compie grandi cose in chi si fida e decide di spendersi per gli altri nel suo nome. Ma soprattutto custodiamo la consapevolezza che questa conclusione è un nuovo inizio o una storia che continua, una storia più grande di noi, perché il Signore scrive storie che solo Lui può immaginare e permette incontri a una profondità capace si sorprendere, come solo Lui può!

