Da Elena Balatti. Malakal (Sud Sudan)
L’ufficio Caritas della diocesi di Malakal, Sud Sudan, ha recentemente realizzato un intervento umanitario in aree colpite dalle alluvioni del fiume Nilo e dei suoi affluenti.
Al ritorno dalla spedizione in barca, Philip Mayiik, che ha coordinato la distribuzione di aiuto alimentare di emergenza, ha commentato a riguardo di uno dei villaggi: “A Chuil la sera non c’erano fuochi accesi.”
Non c’era nulla da cucinare
Il commento sconcertato di Philip si riferiva al fatto che a Chuil, nella regione Jonglei, non c’era ragione di accendere fuochi nelle case perche’ non c’era nulla da cucinare.
Le alluvioni avevano distrutto i raccolti nella loro fase iniziale o avevano impedito di seminare. La gente dipendeva in gran parte dalla pesca del pesce, abbondante nelle acque del Nilo eccetto per brevi periodi dell’anno legati al ciclo riproduttivo e ad altri fattori. In quel momento, appunto, anche il pesce scarseggiava e la situazione umanitaria era critica.
Costruire dighe di fango
Pensare che qualcuno non ha nulla da mettere sul fuoco e quindi nulla da mangiare per quel giorno e’ una considerazione scioccante perche’ la scarsita’ di cibo porta con se’ molte conseguenze.
Infatti Philip ha aggiunto che c’erano molti ammalati nel villaggio. Negli ultimi 5 anni le alluvioni stagionali dell’immenso bacino del Nilo sono aumentate in estensione e durata.
Il ciclo dell’innalzamento delle acque durante la stagione delle piogge e del loro abbassamento durante la stagione secca e’ noto da migliaia di anni, e le popolazioni che abitano la regione hanno organizzato coltivazione e allevamento adattandoli ai ritmi del fiume e del suo sistema di paludi.
Ma da qualche anno il livello dell’acqua non scende piu’ come di consueto e cio’ ha causato il forzato abbandono di molti villaggi, diventati inabitabili.
La gente di Chuil sta ancora lottando per arginare l’acqua costruendo dighe di fango intorno al centro abitato, ma e’ probabile che fra non molto andranno anche loro ad aggiungersi alle decine di migliaia di persone che hanno dovuto migrare in altre aree del Paese.
Intervento della Caritas
Attraverso la Caritas diocesana, dove al momento lavoro, potremo organizzare altri interventi umanitari per l’emergenza alimentare, ma non basteranno e non saranno la soluzione.
Perche’ le acque del Nilo non si abbassano piu’ come e’ successo per migliaia di anni? Ci sono studi al riguardo e anche se una conclusione definitiva non e’ stata ancora raggiunta, molti fattori puntano al cambio del clima e al riscaldamento globale.
Il caso del Sud Sudan, che non ha industrie proprie e esporta tutto il petrolio che estrae, e’ un esempio di come Paesi con economie di sviluppo pagano un altissimo prezzo per le conseguenze dello sfruttamento indiscriminato delle risorse del pianeta da parte di altri Paesi con alto consumo di energia e tenori di vita insostenibili.
Penso che come missionarie, superato lo shock davanti a situazioni di estrema poverta’, dobbiamo continuare ad alzare la voce in favore delle vittime inconsapevoli del cambio del clima e sostenere tutti gli appelli, come quelli del Papa, che invocano un cambio di rotta nelle politiche climatiche e industriali globali.

