di Inma Cuesta, smc – Italia
Il Papa, in occasione della celebrazione mondiale della comunicazione, ci invita a “parlare con il cuore”, testimoniando la verità fondata sui valori evangelici e con un atteggiamento di compassione. Viviamo in un’epoca segnata da conflitti e disuguaglianze, in cui è diffusa l’indifferenza verso le sofferenze altrui. Questa indifferenza è alimentata da un sistema economico-finanziario che sfrutta le persone. Dobbiamo denunciare le ingiustizie e ascoltare le voci dei più deboli, rispondendo con gesti di solidarietà e amore.
La comunicazione “con il cuore” è un potente strumento di cambiamento, che supera barriere culturali e crea unità. Dobbiamo affrontare l’indifferenza del nostro cuore, riconoscendo la dignità di ogni persona e impegnandoci per una società più giusta. La sfida di comunicare “con il cuore” richiede ascolto, sincerità e azione concreta. La comunicazione costruisce relazioni e crea una comunità basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco.
Ma, noi Suore Comboniane, come possiamo mettere in pratica questa comunicazione “con il cuore”? Dobbiamo condividere la vita della missione e far conoscere il ministero della religiosa missionaria attraverso le storie delle persone con cui lavoriamo. È attraverso queste storie che possiamo testimoniare l’impatto reale delle nostre azioni e suscitare l’attenzione e l’empatia degli altri. Ogni storia racconta un incontro, un’esperienza di condivisione e trasformazione reciproca.
La comunicazione “con il cuore” ci permette di coinvolgere gli altri in modo autentico e significativo. Quando condividiamo le storie delle persone con cui lavoriamo, mettiamo in risalto la loro dignità e valore, sfidando stereotipi e pregiudizi. Questo ci aiuta a costruire un ponte di comprensione e promuovere una cultura dell’incontro e dell’accoglienza.
Attraverso la comunicazione con il cuore, possiamo promuovere una visione di giustizia e solidarietà. Le storie delle persone che abbiamo incontrato nel nostro lavoro missionario ci mostrano le ingiustizie e le sofferenze che affrontano quotidianamente: ciò ci spinge a denunciarle e impegnarci per un mondo più equo, in cui ogni persona possa vivere con dignità e speranza.
In conclusione, la comunicazione “con il cuore” è un’arma potente per costruire un mondo migliore. Dobbiamo rompere l’indifferenza nel nostro cuore, ascoltando le voci dei più deboli e agendo con gesti di solidarietà e amore. Attraverso la condivisione delle storie delle persone che incontriamo nel nostro lavoro missionario, possiamo creare relazioni autentiche e promuovere una cultura di giustizia e accoglienza. La comunicazione con il cuore ci invita a essere agenti di cambiamento, costruendo un futuro più giusto e inclusivo per tutti.

