di Elena Ballati, smc – Sud Sudan
Lo scorso mese di marzo con alcune persone dell’ufficio Caritas della diocesi di Malakal abbiamo fatto visita a un ufficiale governativo nel villaggio di Kaka Tijariya, nello stato dell’Alto Nilo per chiedere un’autorizzazione a riguardo di un progetto sull’acqua potabile. L’ufficiale, di nome Thomas, ha ascoltato la nostra richiesta senza fare commenti, tanto che pensavo che avrebbe sollevato obiezioni. Quando ha parlato ha però sorriso dicendo: “Io sono stato un alunno di sr. Amal.”, e da quel punto la conversazione ha proceduto in modo cordiale. Sr. Amal Gerges ha insegnato nella scuola della Chiesa a Malakal vari anni fa, e questo suo ex-alunno ne aveva una memoria molto grata.
Un altro commento che è stato illuminante sulla traccia lasciata dalle suore comboniane in questa regione è venuto dall’osservazione di sr. Ehite Shikur, una consorella che ha trascorso qualche settimana a Malakal per raccogliere dati per la sua ricerca di dottorato. Si è meravigliata della pronta accoglienza e apertura praticamente di tutti i gruppi che voleva intervistare. Le ho risposto che oggi noi beneficiamo del buon ricordo e testimonianza delle consorelle che ci hanno precedute.
I commenti dell’ufficiale governativo e di sr. Ehite mi hanno fatto pensare alla scultura dell’”albero della vita” come è rappresentato in alcune culture africane, con il tronco costituito dalle persone delle generazioni precedenti, e gli individui dell’ultima generazione sulla sommità, sostenuti da coloro che sono venuti prima. Le generazioni sono strettamente intrecciate l’una sull’altra, a significare la comunione e la trasmissione della vita. L’immagine mi è sembrata descrivere la storia delle missionarie comboniane in Alto Nilo, dove chi di noi è presente oggi non parte da zero ma ha alle spalle la testimonianza e la vita di chi l’ha preceduta. Per rimanere in sintonia con la scultura dell’albero, siamo in realtà coloro che siedono sulle spalle di chi ci ha precedute.
In questi primi giorni del tempo di Pasqua, ci viene ricordato che la nostra fede riposa sulla testimonianza di coloro che ci hanno detto: ‘ho visto il Signore’, le parole che Maria Maddalena, apostola degli apostoli, disse ai discepoli di Gesù dopo il suo incontro con il Risorto. Da Maria Maddalena in avanti, generazioni e generazioni di discepole missionarie hanno continuato a trasmettere un messaggio di vita. Di tanto in tanto ci è dato di vederne i frutti nelle persone che incontriamo, come Thomas dell’ufficio governativo di Kaka Tijariya che ha confermato di essere stato educato nella Chiesa Cattolica e di voler continuare a restarci.

